Mont Ventoux: il richiamo della montagna più iconica del ciclismo

Ci sono montagne che mettono alla prova le gambe e altre che lasciano un segno ben più profondo.

Il Mont Ventoux appartiene a questa categoria: una salita leggendaria che da decenni accende l'immaginazione di ciclisti provenienti da ogni parte del mondo.

Partire da Cuneo per raggiungere il Gigante della Provenza significa vivere molto più di una semplice avventura in bicicletta. È un viaggio attraverso paesaggi che cambiano continuamente, dalle Alpi Marittime alle colline provenzali, tra piccoli villaggi, campi di lavanda e strade che sembrano disegnate apposta per chi ama pedalare.

Chilometro dopo chilometro cresce l'attesa di affrontare una delle montagne più iconiche della storia del ciclismo, una vetta che ha visto passare campioni, appassionati e sognatori accomunati dalla stessa voglia di mettersi alla prova.

 

Il Gigante della Provenza

Il Mont Ventoux si erge isolato nel sud della Francia raggiungendo i 1.910 metri di altitudine. La sua particolarità è proprio questa: non è circondato da altre vette importanti e domina completamente il paesaggio provenzale. Per questo motivo viene soprannominato "Géant de Provence".

Da decine di chilometri di distanza si distingue perfettamente grazie alla sua cima bianca, quasi lunare, che sembra innevata anche in piena estate. In realtà il colore è dato dalla roccia calcarea che ricopre gli ultimi chilometri della salita.

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La salita che entra nella leggenda

La salita classica parte dal piccolo paese di Bédoin.

Sono 21,5 km con oltre 1.600 metri di dislivello e una pendenza media superiore al 7%. Ma i numeri raccontano solo una parte della storia.

I primi chilometri consentono di trovare il ritmo, poi inizia il tratto nel bosco dove la strada si impenna e sembra non concedere mai tregua. Per circa 10 chilometri si pedala spesso tra l'8% e il 10%, in un ambiente chiuso che rende difficile percepire quanto manca alla vetta.

Quando si raggiunge Chalet Reynard, il paesaggio cambia improvvisamente. Gli alberi scompaiono e davanti agli occhi appare il celebre scenario lunare del Ventoux.

Da qui in avanti inizia un'altra salita.

 

Gli ultimi 6 km: pedalare sulla luna

Gli ultimi sei chilometri sono probabilmente i più famosi del ciclismo mondiale.

La vegetazione sparisce completamente lasciando spazio a rocce bianche e a un ambiente che ricorda un paesaggio extraterrestre. Il famoso osservatorio meteorologico in cima sembra sempre vicino, ma ogni curva rivela che manca ancora strada da percorrere.

Nelle giornate limpide si possono ammirare le Alpi, il Rodano e perfino il Mar Mediterraneo.

È uno spettacolo che ripaga ogni goccia di sudore.

 

Il vero avversario? Il vento

"Ventoux" deriva proprio dalla parola francese che richiama il vento.

Non è un caso.

La montagna è una delle zone più ventose d'Europa e le raffiche possono raggiungere velocità impressionanti.

Molti ciclisti raccontano che la difficoltà del Ventoux non dipende tanto dalla pendenza quanto dall'imprevedibilità del meteo.

Puoi partire da Bédoin con 30 gradi e trovarti in cima con vento gelido e temperature completamente diverse.

Le storie che hanno reso immortale il Ventoux

Il Mont Ventoux è entrato nella leggenda grazie al Tour de France.

Qui Eddy Merckx, Marco Pantani e molti altri campioni hanno scritto pagine memorabili della storia del ciclismo.

Ma il ricordo più intenso è quello di Tom Simpson.

Durante il Tour de France del 1967 il campione britannico crollò a pochi chilometri dalla vetta. Oggi un memoriale lungo la salita è diventato luogo di pellegrinaggio per migliaia di ciclisti che vi lasciano borracce, cappellini e piccoli ricordi.

Passare davanti a quella stele durante l'ascesa regala sempre emozioni particolari.

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Curiosità sul Mont Ventoux

  • È conosciuto come "Mont Chauve", la montagna calva, per l'assenza di vegetazione nella parte finale.
  • Ogni anno migliaia di amatori arrivano da tutto il mondo per affrontarlo almeno una volta.
  • Esistono tre versanti principali per raggiungere la cima: Bédoin, Malaucène e Sault. I più coraggiosi affrontano tutti e tre nello stesso giorno.
  • Nelle giornate più limpide la vista dalla vetta può estendersi dalle Alpi fino al Mediterraneo.
  • Il Ventoux è considerato da molti ciclisti una delle cinque salite più iconiche d'Europa insieme a Stelvio, Alpe d'Huez, Tourmalet e Mortirolo.